’19 Sogno di una notte di mezza estate


Dopo il bel successo dell’Enrico IV il Petit Soleil viaggia con il

Sogno di una notte di mezza estate Drafts (parte seconda)

La parte seconda studia il rapporto delle varie coppie: i reali gli innamorati e il mondo magico.

Teatro Vita e viaggio.

Le prove sono un viaggio servono, se non a capire tutto, almeno a conoscere e a percepire che tutto non è così semplice. È vero che bisogna averlo subìto in prima persona questo viaggio per pretendere di poterlo fare! E non solo pronunciare delle parole che “informerebbero” il pubblico su un viaggio che dovrebbe fare. Noi stessi dobbiamo essere i viaggiatori che portano il pubblico in viaggio e in un’esplorazione interiore, all’interno della vita e quindi del teatro.

Balbettii di note di regia .

Si tratterà di un mosaico di piccoli quadri, storie di piccole e grandi coppie, storie di piccole e grandi cecità d’amore e di magia che si sviluppano da una parte come in una sorta di miniatura e dall’altra una performance di atletismo .

Questo spettacolo, frutto di un’urgenza, una necessità di un presente che brucia, inaugura un nuovo atteggiamento nei confronti della recitazione e porta un linguaggio scenico iperrealistico che fila diritto verso il divertimento e la gioia.

Il “nero” del bosco in questo spettacolo mette in luce la nostra vulnerabilità, ci sprona a riflettere su come l’esperienza d’amore ci possa portare alla consapevolezza di una reciproca interdipendenza, base comune di una responsabilità nei confronti di noi stessi e del mondo fuori.

Con insurrezioni del cuore e semplicemente lontani da una facile psicologia, il Petit Soleil restituisce qui una voce, o meglio il diritto a una storia, a individui comuni che diventano così «testimoni».

Evviva il nuovo teatro. Aldo Vivoda e Petit Soleil